Celebrata a Palazzo Vecchio la Festa del Tricolore

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Era presente anche Martina Giangrande, figlia del brigadiere dei carabinieri ferito lo scorso 28 aprile davanti a Palazzo Chigi

C’era anche Martina Giangrande, figlia del brigadiere dei carabinieri ferito a colpi di pistola lo scorso 28 aprile davanti a Palazzo Chigi, alla ‘Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera’ che si è svolta questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.Ad organizzarla, come ogni anno, i 15 Rotary club dell’area medicea, l’assessorato all’educazione, la legione carabinieri di Firenze, i Rotaract e l’Interact. All’iniziativa è collegato il concorso (indetto dall’assessorato all’educazione, dal Rotary Club dell’Area Medicea e con gli altri partner dell’evento) riservato alle scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune sul tema ‘Il Tricolore il simbolo, la storia’. «Tante donne e tanti uomini hanno sacrificato la propria vita per il tricolore che compare, con le medaglie al valor militare e civile, sul Gonfalone della nostra città. Penso che dietro a questa bandiera si possa creare una bella, grande e unita comunità, che è anche una comunità di città, non solo nazionale» ha detto il vicesindaco Dario Nardella nel suo saluto. Il vicesindaco ha fatto «un grande in bocca al lupo» agli studenti presenti nel Salone dei Cinquecento «perché possiate partecipare – ha aggiunto – con entusiasmo al concorso e perché possiate partecipare liberando la vostra creatività, inventando magari storie vostre intorno a questa bandiera, legate anche a qualche esperienza». Dopo aver salutando con affetto Martina Giangrande le ha consegnato un lingottino d’argento che raffigura i monumenti di Firenze. Nardella l’ha definita «un esempio per i giovani» per la grande dedizione per il padre e le ha detto di considerare Palazzo Vecchio «come casa sua. Quando vorrai – ha concluso – bussa alla nostra porta e noi saremo sempre qui ad accoglierti e saremo accanto a te». «Il Tricolore è simbolo dell’unità e della libertà dell’Italia, da affidare alle nuove generazioni – ha sottolineato l’assessora Giachi – feste come questa, anche con il loro armamentario di retorica, sono il momento nel quale molti ragazzi familiarizzano la prima volta con gli eventi fondativi della vita del Paese. Sono innanzitutto occasioni educative, che ci spingono a superare qualunque approssimazione nella lettura della storia e dei simboli; ecco perché i protagonisti di oggi sono i giovani delle nostre scuole. Attraverso di esse ognuno di loro, se accompagnato con intelligenza, può imparare come l’identità italiana sia attraversata da tensioni profonde ma che ci sono dei valori sui quali ci riconosciamo e che proprio su questi valori possiamo fondare con certezza il nostro futuro di popolo e di Paese». (fn)

 

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