A Firenze gli Stati generali della lingua italiana nel mondo

 In Varie

A ottobre a Firenze gli Stati generali della lingua italiana nel mondo. Lo ha  annunciato la ministra degli Esteri Federica Mogherini, questa mattina a Palazzo Vecchio per un convegno sul futuro dell’Europa organizzato dal Forum per i problemi della pace e della guerra. La ministra Mogherini sì è detta convinta del «ruolo fondamentale» della diplomazia delle città e, rivolta al vicesindaco Dario Nardella, ha aggiunto di essere disposta a dare un aiuto per l’organizzazione di un convegno dei sindaci di tutto il mondo nel capoluogo toscano a 60 anni dall’assise che riunì i sindaci delle capitali mondiali per iniziativa di Giorgio La Pira.
«Il tema delle città – ha rilevato l’assessora alle politiche europee Cristina Giachi intervenendo al convegno – è un argomento nuovo ma può ricapitolare i temi fondamentali e le difficoltà di questo tempo: proprio le città sono i luoghi dove molti dei dissidi, dei quali ha parlato la ministra Mogherini, esplodono ma possono anche il luogo delle soluzioni».
«Quanto agli Stati generali – ha proseguito  l’assessora Giachi – si tratta di una scelta che conferma la vocazione stessa di Firenze, sede dell’Accademia della Crusca»
«I fiorentini – ha poi sottolineato la ministra Mogherini – domenica prossima sceglieranno il proprio sindaco e a nessuno di loro verrà in mente di usare la scheda elettorale per fare un referendum pro o contro Firenze. Credo che la stessa considerazione si debba fare di fronte alla scheda per le elezioni europee: non è un referendum pro o contro l’Unione europea». «Domenica prossima – ha aggiunto – è un’occasione non per cedere sovranità ma per recuperare sovranità».
Secondo la ministra degli esteri «la crescita dei movimenti antisistema sia il risultato di un messaggio secondo cui l’Europa è irrilevante o non funziona, ma quando poi si è a Bruxelles non si contribuisce a far sì che ci siano scelte adeguate ai problemi.
Il livello minimo per dare risposta a molti problemi è quello europeo chi dice usciamo, lasciamo, torniamo indietro; ma per andare dove, per fare cosa? Pensiamo davvero che qualsiasi Paese, anche potente, possa affrontare le sfide di oggi da solo, pensando di risolverle? Allora, è chiaro che chi lancia questo messaggio non ha in mente di risolvere i problemi. Il giorno dopo ci troveremmo con un’Europa più debole e frammentata». Il 25 maggio, ha concluso, è «una data simbolica perché vota l’Unione europea, vota l’Ucraina e vota anche l’Egitto. Tutte e tre determinano in modo molto forte il nostro presente e il nostro futuro».

Recent Posts

Leave a Comment

Scrivimi!

Hai un consiglio, un suggerimento, una richiesta da farmi? Scrivimi!

Not readable? Change text.