Cri_santino

Ci siamo,

Sono candidata al Consiglio Comunale di Firenze, e ne sono grata al mio partito, il PD. Ho iniziato a fare politica pochi anni fa, perché anche se avevo la mia vita, e il mio bagaglio di preparazione – ed ero soddisfatta -, troppo spesso mi ritrovavo a lamentarmi, in modo sterile e frustrante, della situazione generale, della politica, della gestione della cosa pubblica. E poi tutti quegli anni a studiare, a imparare, a capire erano chiusi in un percorso solo mio, solo professionale, individuale.

Così ho deciso, con la nascita del PD, di impegnarmi in prima persona: si apriva una stagione nuova, e ho pensato di cominciare a dare quello che avevo ‘preso’ dalla scuola, dai libri, dai miei maestri e maestre. Perché se c’è qualcosa che non mi è mai appartenuto è la lamentela. Perché mi piace costruire. Perché credo moltissimo nelle persone, nel buono e nel bello che esiste e che si rivela nel lavoro collettivo e nelle sfide importanti, affrontati insieme, in molti, dandoci una mano, dandoci la mano.

Da questa scelta è nato l’impegno con Matteo Renzi, la campagna elettorale, poi l’ingresso in giunta. Ho assunto le deleghe all’Università e Ricerca e Politiche Giovanili a cui si sono aggiunte poi Turismo, Fondi europei, Pari opportunità ed Educazione. Sono stati anni impegnativi, al servizio della comunità, che mi hanno regalato la gioia di scoprire tantissime persone che lavorano con passione e amore vero per la nostra città.

Oggi, a nome di tutti quelli che con dedizione e slancio vivono il proprio impegno ogni giorno per Firenze, voglio continuare a fare la mia parte. Per questo mi candido per il Consiglio comunale: mi metto a disposizione della mia comunità, con tutto quello che ho imparato, per tutto il lavoro che c’è ancora da fare.

Abbiamo attraversato e stiamo attraversando una stagione politica che non ha precedenti nella storia del nostro Paese. Per parte mia, con convinzione e una certa allegria, ringrazio il cielo di avere avuto spazio, di avere svolto un ruolo, di essermi preparata per la fase che ora comincia, di nuovo.

Dario Nardella nell’aprire la campagna elettorale ha ricordato che “abbiamo il vento alle spalle”, che ora tocca a noi trovare ed esprimere “la nostra pasta”. I nostri perché si aprono alle risposte, ai ‘come’. E lo stiamo facendo. Sotto gli occhi di tutti.

Le domande che sentiamo emergere dalla vita di ognuno, il bisogno puntuale di condizioni migliori, sono ora cose da fare: da scoprire, definire, progettare, programmare. Il cambiamento diventa risultato.

In altre parole ? Noi abbiamo bisogno di noi: noi sapremo essere un modo di pensare, uno stile dii vita, un modo di fare.

Scrivetemi, parlatemi, offritemi le vostre idee, ne avrò cura.

“Il meglio deve ancora venire”

Cristina si scrive Giachi !

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