Presentato a Palazzo Vecchio Erasmus+ L’assessora Giachi: “Grazie a questo programma ho scoperto il cosmopolitismo”

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Sono passati ventisette anni da quando un primo manipolo di circa tremila studenti europei andava a studiare in un altro Paese della Comunità con il programma Erasmus (European Community Action Scheme for the Mobility of University Students). Da allora quasi tre milioni di studenti hanno partecipato a questo progetto che di gran lunga più di ogni altro intervento legislativo ha dato un contributo decisivo al senso di appartenenza ad una collettività più vasta di quella nazionale.
Questa mattina, dal Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, c’è stato il lancio ufficiale di Erasmus+  che, tra il 2014 e il 2020, coinvolgerà oltre 4 milioni di persone, con un sostegno finanziario per studiare, formarsi, lavorare o fare volontariato all’estero.
Tra i fruitori del programma ci saranno 2 milioni di studenti universitari, 650mila studenti in formazione professionale e tirocinanti, più di mezzo milione di giovani. Erano presenti la ministra dell’istruzione, università e ricerca Stefania Giannini, il commissario europeo per l’istruzione,  formazione e cultura Androulla Vassiliou, il vicesindaco Dario Nardella e l’assessora all’educazione, all’università, alla ricerca e alle politiche europee Cristina Giachi. All’evento ha partecipato l’attore Neri Marcorè.
<<Con l’Erasmus ho scoperto il cosmopolitismo perché il linguaggio della scienza è universale – ha ricordato l’assessora Giachi – e determina un’apertura che condiziona tutti gli ambiti della vita>>.
Il lancio del programma è stato organizzato dalle agenzie nazionali Erasmus+: Indire, Isfol e Agenzia Nazionale per i Giovani

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