Prima del ‘Gabbiano’ Cechov apre 21ª Fabbrica Europa

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La prima nazionale del Gabbiano di Cechov per la regia di Tomi Janezic del Teatro nazionale serbo inaugura, il 9 maggio alla Stazione Leopolda, la 21ª Fabbrica Europa, festival delle arti contemporanee dall’8 maggio al 28 giugno, in varie location della città, diretto da Roberto Bacci e Maurizia Settembri. Il programma pone l’accento sulle produzioni di teatro e danza più innovative provenienti dalla ex Jugoslavia, a vent’anni dall’assedio di Sarajevo, e alle voci più significative dell’area dei Balcani.  «Fabbrica Europa – ha sottolineato l’assessora all’educazione e alle politiche giovanili Cristina Giachi intervenendo, questa mattina all’Istituto francese, alla presentazione del programma – è una realtà che contribuisce a definire l’identità culturale di Firenze».
Tra le prime nazionali anche ‘Maledetto sia il traditore della sua patria’ della compagnia Slovensko Mladinsko Gledališče di Lubiana sul tema dell’amore e odio verso il teatro (Teatro Cantiere Florida, 10 e 11/5); ‘La notte di Helver’ di Dino Mustafic dedicato a Sarajevo quando era sotto assedio con due pluripremiati interpreti: Mirjana Karanović, diva in patria, interprete prediletta di Emir Kusturica, e Ermin Bravo, celebrato attore di teatro e cinema (Stazione Leopolda, 17 e 18/5).
Della scena contemporanea rumena arriva ‘Diario di un pazzo’ di Gogol, qui rivisitato dal regista Felix Alexa con due interpreti d’eccezione: l’attore Marius Manole (tra i più celebrati della nuova generazione) e il musicista Alexander Balanescu (Teatro Cantiere Florida, 15 e 16/5).
«Quando scorriamo il programma di questo festival – ha aggiunto l’assessora Giachi – troviamo i luoghi, gli spazi della vita di oggi, della politica, della socialità, dove si sta muovendo il nostro essere europei».
Per la danza ci sono ‘Violet’ di Meg con cinque danzatori su musiche elettroniche e percussioni live di Brendan Daugherty (Stazione Leopolda, 14 e 15/5) e di ‘Singspiele’, l’ultima pièce di Maguy Marin, nome di culto della scena contemporanea, una performance sperimentale interpretata da David Mambouch (Teatro Goldoni, 16 e 17/5). Tra gli eventi speciali quello di chiusura ‘As If To Nothing’ in prima europea del pluripremiato coreografo tibetano Sang Jijia, in coproduzione con il 77/mo Maggio musicale fiorentino, sulla precarietà dei ricordi attraverso la coreografia interpretata dalla City Contemporary Dance Company di Hong Kong (presso l’Opera di Firenze, 27 e 28/6).
Tra le istallazioni permanenti quella di Sergio Risaliti e Marco Bagnoli dal titolo ‘Atto Ritratto. Opera Scenica’ con 9 sculture monumentali a forma di mongolfiera presso la Stazione Leopolda (dall’8 maggio)

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