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Il premier Conte all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo

Un museo della lingua italiana a Firenze. Un polo che “celebri e insegni la storia dell’italiano”. A lanciare il progetto è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che questa mattina ha partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Firenze (ateneo in cui lavorava come docente prima di diventare premier). Presente anche la vicesindaca Cristina Giachi.
Il presidente del Consiglio ha detto di voler far propria la richiesta di un gruppo di studiosi che “domandano da qualche tempo la creazione di un Museo della lingua italiana: grande, ricco e tecnologico”. E ha poi espresso l’augurio che “la proposta del Museo della lingua trovi accoglienza presso tutte le istituzioni che possono sostenerla e che il settecentesimo genetliaco di questa Università (il 2021, ndr) si saldi con la celebrazione della nostra lingua come bene comune”.Sul fronte dell’università, sempre dal palco allestito nel Salone dei Cinquecento, Conte ha poi annunciato che il Governo è al lavoro per reclutare 1600 nuovi ricercatori. “Stiamo valutando in sede di conversione in legge del Dl di proroga termini, la presentazione di un emendamento volto a immettere immediatamente nel sistema 1.600 nuovi ricercatori”. “Subito dopo – ha aggiunto – interverremo con un piano organico. Le università hanno bisogno di programmi durata quinquennale”.Prima del discorso del premier a prendere la parola era stato il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, che ha rivolto un appello al Governo: “L’Università è pronta ad assolvere il suo compito di forgiare i nostri migliori talenti e al contempo elevare il livello medio d’istruzione”, “ma abbiamo estremo bisogno di politiche governative di medio e lungo periodo. Avvertiamo indispensabile l’esigenza di un piano pluriennale d’investimenti, che ci consenta di programmare le nostre attività di formazione, ricerca e ponendoci obiettivi lungimiranti e di sistema”. “Senza un incremento di risorse e senza una revisione del meccanismo del fabbisogno finanziario – è l’allarme del rettore – il sistema universitario italiano, già a partire da quest’anno, si avvierà verso un rapido collasso il cui esito sarebbe davvero drammatico per il Paese”. Ed è per questo che Dei ha chiesto all’esecutivo di assumersi quattro impegni: “Un incremento del Fondo di finanziamento ordinario di almeno 300 milioni con la contemporanea revisione del meccanismo del fabbisogno, la prosecuzione dei piani straordinari per reclutare giovani ricercatori insieme a un piano pluriennale per la ricerca d’interesse nazionale e una reale politica d’investimenti infrastrutturali”.
“Un anno accademico che comincia è una promessa di futuro – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – a Firenze abbiamo un ateneo prestigioso, che ha origine nello Studium trecentesco. Una città e la sua università sono, insieme, il segno di un luogo che vive nel presente e che, a partire dalla realtà, disegna la propria identità legandola ai valori più alti del sapere, dell’humanitas, della conoscenza e della scoperta. Per custodire il mondo e per comprendere meglio gli esseri umani. I mari da navigare sono sterminati, a volte burrascosi, ma conducono sempre a una riva.
Buon lavoro ai miei colleghi di Unifi, al Rettore Luigi Dei e a tutti gli studenti. Con un pensiero a Niccolò Bizzarri, che non c’è più”.