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Un nuovo anniversario per ricordare Fabrizio, Nadia e Caterina Nencioni, Angela Fiume e Dario Capolicchio. Ma anche per sottolineare che Firenze, a 27 anni di distanza dalla strage di via dei Georgofili, non dimentica. Si è svolta la notte scorsa, nelle forme consentite dalle disposizioni di sicurezza anti-coronavirus, la commemorazione dell’attentato del 27 maggio 1993. Alle 1,04 (ora dello scoppio del Fiat Fiorino imbottito di 277 chili di esplosivo ad alto potenziale) la vicesindaca Cristina Giachi, il prefetto Laura Lega, e l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli hanno deposto una corona sotto la lapide che ricorda l’attentato mafioso, presente anche il gonfalone del Comune e una rappresentanza dei vigili urbani.
“Ogni anno l’emozione dei rintocchi della Martinella e il silenzio suonato dalle chiarine ci portano alle 1.04 di quel 27 maggio del 1993 – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – Firenze ferita a morte perdeva cinque dei suoi figli. Quest’anno, il primo anniversario senza Giovanna Maggiani Chelli, siamo ancora storditi dagli effetti della pandemia, ulteriore ferita alla città e al mondo. Ma la nostra città è resiliente e troverà una via oggi come la trovò allora per essere se stessa, e parlare al mondo di bellezza e umanità. La mafia non ha vinto. I nostri mali li cureremo. Rinasce Firenze”.
Stamani, al cimitero della Romola, altra cerimonia con la deposizione di corone di fiori sulla tomba della famiglia Nencioni, originaria del paese.
