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25 aprile, folla alle celebrazioni a Firenze

“Bella ciao” apre la giornata del 25 aprile in piazza della Signoria. Alcune migliaia di persone hanno intonato questa mattina, accompagnati dal suono della Filarmonica Rossini, quella celebre canzone. Una canzone capace di accompagnare e motivare i sacrifici e le sofferenze di tanti combattenti della libertà. É stato questo il prologo della cerimonia ufficiale per celebrare il 74° anniversario della Festa della Liberazione. L’arrivo del corteo partito da piazza Santa Croce, aperto dal gonfalone del Comune e dell’Anpi, guidato dal sindaco Dario Nardella, è stato salutato da continui applausi dalla folla presente in piazza. Tra i primi a sfilare, insieme agli ex partigiani, la vicesindaca Cristina Giachi, il vicepresidente del Csm Davide Ermini e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
“In questa piazza difendiamo il diritto di Firenze di avere memoria del suo passato – ha sottolineato il sindaco nel suo intervento – e di costruire un futuro di pace e prosperità. Forse anche per questo mai come in questi anni sono accorsi così tanti cittadini in piazza. Voglio dire a tutti voi grazie”. Il sindaco, che ha ricordato tra gli altri il partigiano Silvano Sarti scomparso nei mesi scorsi e ringraziato anche i soldati alleati, ha più volte sottolineato, tra gli applausi, come la festa di oggi sia di tutti, “un bene per la città e un bene per tutti”, motivo per cui ha invitato alla cerimonia tutti i candidati alle prossime amministrative: presenti Roberto De Blasi del M5s, Antonella Bundu della Sinistra, e Mustapha Watte per Punto e a capo. Assente, come già annunciato con seguito di polemiche, Ubaldo Bocci del centrodestra, che ieri, tornando a parlare della sua mancata partecipazione, aveva parlato del 25 aprile come manifestazione diventata ormai di parte.
“La Liberazione per Firenze – ha detto il sindaco – è stata una tappa che ha segnato profondamente la storia” della città, “è il cuore della memoria collettiva dei fiorentini” e “chi rifiuta di celebrare il 25 aprile, dimostra di non amare e non conoscere la città, i suoi valori, la sua storia, il suo passato, ma anche il suo presente”. “Quella che ricordiamo tutti insieme è la Liberazione di tutta Firenze: è la festa di tutta la città, non di una parte di essa”. Per Nardella “rifiutare di celebrare tale occasione”, non “significa solo rifiutare l’antifascismo ma rifiutare la storia e l’identità di Firenze. Non permetteremo ne ora ne mai che Firenze venga nuovamente dilaniata, che Firenze smarrisca la sua memoria”.
Tra i presenti alle celebrazioni, oltre ad alcuni partigiani e all’Aned, anche il console statunitense a Firenze Benjamin Wohlauer e i familiari di George W.Tipton, ricordato da Nardella per il suo “legame speciale” con Firenze: fece parte della Quinta Armata sotto il generale Mark Clark che liberò Roma e Firenze e fu di stanza nel capoluogo toscano dal 10 settembre 1944 al 14 aprile 1945. Era incaricato di esplorare la posizione di ogni nuovo ospedale mentre l’esercito si dirigeva a nord di Anzio. “Spesso è tornato qui a Firenze per celebrare il 25 aprile. È morto nel 2016 e la famiglia mi ha scritto raccontandomi la sua storia” ha aggiunto il sindaco. In programma oggi per Nardella anche una visita, nel pomeriggio, al Cimitero dei Falciani “a rendere onore al sacrificio di oltre 4.000 soldati americani che hanno perso la vita durante la campagna d’Italia tra il 1943 e il 1945”.