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Crollo intonaco pensilina stazione, la vicesindaca Giachi: “Primo report tra una settimana”

“Abbiamo fatto tutte le nostre osservazioni e critiche ed espresso la nostra diffidenza. Ci hanno offerto un quadro della situazione che ha spiegato l’evento con un’ipotesi da verificare, dato che il monitoraggio è ancora in corso”. E’ quanto ha dichiarato la vicesindaca Cristina Giachi al termine dell’incontro, che si è svolto questa mattina a Palazzo Vecchio, con la delegazione di Grandi Stazioni Rail dopo il cedimento di una porzione di controsoffitto della pensilina alla stazione di Santa Maria Novella, nei giorni scorsi. Era presente anche l’ad della società Silvio Gizzi.
“Erano assistiti da un professore del politecnico di Torino – ha aggiunto la vicesindaca – il crollo è stato spiegato con un problema localizzato e ora stanno verificando che tutta la struttura non presenti uguali fragilità. Abbiamo fatto rilevare che siamo preoccupati che ci siano altre situazioni di fragilità non ancora emerse. Ci è stato assicurato che il monitoraggio è continuo, assiduo e a vista anche giornaliero e che non esistono altri manufatti che presentano quelle caratteristiche”.
“Adesso – ha proseguito – faranno un’ispezione con un endoscopio, uno strumento ottico, di tutte le strutture con quella conformazione. Tra una settimana-dieci giorni ci daranno un primo report. A fine mese avremo chiaro il quadro dei lavori e la tempistica del cantiere. Abbiamo chiesto che ogni intervento venga ‘raccontato’ alla cittadinanza con ‘cantieri parlanti’ e che sia mantenuto in condizioni decorose. Inoltre abbiamo fatto osservazioni su altre zone della stazione che non ci paiono adeguatamente curate. Grandi Stazioni Rail ha spiegato che è in corso un forte lavoro di risistemazione. Da parte sua l’amministrazione comunale ha chiesto che venga fatto uno sforzo supplementare anche di investimento e non ci affidi ad una distribuzione dei lavori nel tempo che impieghi così tanti anni. Staremo loro addosso sulle tempistiche e le modalità dei monitoraggi e stringeremo l’attenzione sulla pensilina e su quello che emergerà dal primo report”.
“Il cedimento – ha concluso la vicesindaca – è avvenuto, probabilmente, per la conformazione della struttura nella parte che si trova nei pressi di un tubo. Quest’ultimo, portando via l’acqua pluviale, crea una condensa: le strutture di sostegno del controsoffitto vicine a quel tubo hanno quindi subito un’erosione che alla fine ha portato al crollo. Ora stanno verificando se ci sono altre zone che presentano uguali problemi. Non esistono, però, infiltrazioni della guaina del tetto. Se l’indagine confermerà tale ipotesi si tratterà di isolare meglio il tubo che genera la condensa, una condensa che in 80 anni ha causato questa erosione”.