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Il Museo di Antropologia festeggia 150 anni

Una realtà culturale unica, la più antica in Italia nel suo genere, un giro del mondo e dei suoi popoli in venti sale. Il Museo di Antropologia ed Etnologia dell’Università di Firenze festeggia 150 anni. Ne celebrano la ricorrenza una giornata di apertura gratuita, un convegno sulla storia e le prospettive del museo, un momento musicale e un ricco calendario di visite guidate. L’appuntamento era stamani a Palazzo Nonfinito con il rettore Luigi Dei, la vicesindaca Cristina Giachi, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, il presidente del sistema museale dell’ateneo fiorentino Marco Benvenuti, il direttore del dipartimento di biologia David Caramelli. Hanno porteranno il loro saluto anche Piero Mannucci, presidente della Società italiana di antropologia e etnologia – fondata anch’essa nel 1870 – e Luca Sineo, presidente della Associazione antropologica italiana.
“Uno dei luoghi dell’identità culturale della nostra città che meglio si addice al clima del tempo che viviamo e del quale c’è più bisogno – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – la consapevolezza della storicità delle differenze non è un dato scontato. Bisogna invece riscoprire e riconnettere tutti i cittadini a questo fondo di consapevolezza dell’appartenere ad un insieme di grandi differenze che hanno una loro consistenza e che debbono essere preservate”. “Non è l’indistinzione – ha aggiunto – la soluzione alla diffidenza e alla xenofobia. Di antropologia e etnologia c’è quindi uno straordinario bisogno e oggi siamo a festeggiare una tradizione tra le più importanti al mondo”.
Il Museo di Antropologia e Etnologia nacque nel 1869 grazie a Paolo Mantegazza, figura poliedrica di antropologo, medico, politico, sostenitore delle teorie darwiniane sull’evoluzione degli esseri viventi e dello studio dell’uomo in rapporto con l’ambiente: nello stesso anno Mantegazza fu chiamato a ricoprire la prima cattedra universitaria italiana di Antropologia presso l’Istituto di studi superiori patici e di perfezionamento, l’antenato dell’ateneo fiorentino. Il nucleo originale risale alle raccolte medicee e a quelle del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana ma le collezioni col tempo si sono arricchite grazie ai viaggi di esplorazione e alle spedizioni intraprese dal XVI secolo in poi, come – ad esempio – quella di James Cook nel Pacifico, quella di Odoardo Beccari in Nuova Guinea e molte altre più recenti, come quella di Fosco Maraini in Giappone.
Il Museo conserva 30.000 manufatti etnografici, raccolti nell’arco di cinque secoli e provenienti dai cinque continenti, oltre a 7.000 reperti antropologici che vanno dalla preistoria all’epoca moderna, 40.000 stampe fotografiche e 7.000 negativi, 800 calchi anatomici in gesso, 80 strumenti scientifici e un ricco archivio di lettere, documenti e manoscritti.
Il programma completo delle iniziative per i 150 anni del Museo è su www.msn.unifi.it