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Ius Scholae, mozione in Consiglio: Estendere l’iniziativa di Firenze ai Comuni toscani

Ius Scholae, mozione Pd: dalla Toscana un segnale per la riforma della cittadinanza. Giachi: “Estendere l’iniziativa di Firenze ai Comuni toscani”

“L’evoluzione sociale, culturale e demografica del nostro Paese rende sempre più urgente una riforma del percorso per ottenere la cittadinanza. L’introduzione dello Ius Scholae è un primo passo fondamentale in questa direzione. Il Comune di Firenze, con deliberazione n. 71 del 4 marzo scorso, ha adottato un disciplinare per il conferimento simbolico della cittadinanza onoraria ai minori stranieri residenti che abbiano frequentato per almeno cinque anni il sistema scolastico nazionale e conseguito un titolo di studio prima della maggiore età. Con una mozione, invito la Giunta regionale a promuovere la conoscenza di questa iniziativa tra gli enti locali e a favorire l’adozione di misure analoghe nei Comuni toscani.

L’obiettivo è riconoscere e valorizzare il percorso scolastico delle alunne e degli alunni provenienti da contesti migratori, rafforzando così il senso di appartenenza e partecipazione. È semplice, possiamo evitare di ‘disintegrare’ il senso di appartenenza di chi è naturalmente integrato perché è nato qua ricordandogli che è straniero. Dalla Toscana può partire un segnale concreto per la riforma della cittadinanza.

Con questo atto, sollecito inoltre la Regione a rinnovare l’invito al Governo e al Parlamento affinché si giunga quanto prima all’approvazione di una legge che introduca il principio dello Ius Scholae nell’ordinamento nazionale. È necessario garantire ai minori stranieri cresciuti e formatisi nelle nostre scuole il diritto a una cittadinanza che riconosca il loro percorso educativo e la loro integrazione di fatto già presente nella comunità. La Toscana ha da sempre scelto politiche di accoglienza e di integrazione, consapevole che solo una società capace di includere e valorizzare chi ne fa parte può essere una società coesa e non conflittuale. Una visione che si oppone a chi alimenta un clima d’odio e di divisione e che rappresenta l’unico approccio lungimirante per affrontare le sfide del presente e del futuro. Il registro della cittadinanza onoraria non è solo un atto simbolico, ma un riconoscimento pubblico dell’integrazione e del contributo che questi giovani danno alla nostra società. Un segnale concreto per affermare una cultura della cittadinanza integrata fondata su responsabilità e partecipazione.