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La vicesindaca agli Stati Generali della pelletteria

Aggregazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, sostenibilità, credito e finanza sono i cinque pilastri su cui Assopellettieri punta per il rilancio delle imprese di settore. Di queesto si è discusso oggi, nel Salone dei Cinquecento, durante gli Stati Generali della pelletteria italiana, organizzati dall’associazione nel cuore della Toscana che da sola conta per il 60% della produzione nazionale di settore.
“Un settore strategico fondamentale per il paese e per il nostro territorio – ha detto la vicesindaca Giachi nel suo saluto – che ci vede secondi nel mondo per l’export, mentre in Toscana e a Firenze abbiamo il 60% delle aziende di pelletteria. Ora è il tempo di sfide nuove che la crisi post-pandemia pone all’economia, e ai nostri settori strategici è richiesta grande capacità innovativa. E grande forza e coraggio. Noi siamo al loro fianco”.
Secondo i dati resi noti oggi l’indice Istat della produzione industriale nel settore della pelletteria fa segnare un -46,4% nei primi 5 mesi del 2020 rispetto all’anno passato: anche a maggio, con la riapertura delle fabbriche, l’indice ha registrato un -50,7% “segno inequivocabile che i livelli di attività restano ancora decisamente al di sotto della norma. Lo shock, purtroppo, non verrà riassorbito in tempi rapidi, determinando una severa selezione tra le aziende”. La pandemia ha penalizzato fortemente l’export (-28% in valore nel primo quadrimestre, con un -57,6% per marzo-aprile), con una flessione che ha interessato tutte le tipologie merceologiche: le borse, che incidono per il 65% sul fatturato estero, mostrano cali del -24% in valore; le valigie di quasi il -30%; ancora peggio i trend di cinture (-35,4%) e piccola pelletteria (-37,6%). I dati Inps indicano un forte ricorso alla Cig nel bimestre aprile-maggio, con 31,5 milioni di ore autorizzate (+2.437% sul 2019): la Toscana (8,7 mln di ore autorizzate in 5 mesi) presenta l’incremento più rilevante.