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Partiti i lavori del murales alla scuola Dino Compagni

Colori intensi e tanta creatività per rendere ancora più bella la nuova scuola che aprirà a settembre. Sono partiti questa mattina i lavori del grande murales che sarà realizzato sul muro all’ingresso della Dino Compagni, nel Quartiere 2. L’opera sviluppa un’idea dell’artista statunitense ‘Toxic’, al secolo Torrick Ablack. Dai graffiti sui vagoni della metropolitana nel Bronx, alla fine degli anni ’70, alla consacrazione nei più prestigiosi musei di arte contemporanea, Toxic è oggi riconosciuto come un pioniere della street art al pari di Basquiat o Rammelzee, con i quali ha condiviso i primi passi.
Al murales, che si estende su una superficie di 328 metri quadrati, lavorano, oltre a Toxic ed ai suoi assistenti, anche alunni e studenti dell’Istituto comprensivo statale ‘Compagni-Carducci’.
Questa mattina, con l’artista statunitense ed i bambini, c’erano anche la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi, l’assessore alle politiche giovanili Andrea Vannucci e il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi.
“Gli artisti svolgono una funzione sociale molto importante che noi spesso non consideriamo o diamo per scontata – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – lavorando con le idee, i colori, i materiali, invece, un artista ci regala la possibilità di vedere il mondo da una prospettiva diversa e di condividere con lui delle emozioni. Con questo murales sul grande muro della Dino Compagni noi vogliamo lanciare un messaggio: questa nuova scuola è stata possibile grazie ad una grande impresa collettiva. L’abbiamo fatta, e fatta così bella, insieme”.
“Un grande artista lavora con un gruppo di ragazzi come accadeva nelle botteghe della Firenze dei secoli passati – ha ricordato l’assessore Vannucci – con questa operazione abbiamo voluto che la costruzione di una scuola così bella e importante, si tratta della realizzazione di uno degli edifici pubblici più importanti di questi ultimi anni, fosse un’impresa alla quale partecipavano anche i più giovani, coloro che nella scuola studiano”.