Skip links

Una piazza in ricordo di Fedora Barbieri

Firenze celebra il centenario della nascita della mezzosoprano Fedora Barbieri Barlozzetti intitolandole una piazza proprio di fronte a nuovo teatro del Maggio musicale fiorentino. Il taglio del nastro questa mattina con la vicesindaca e assessora alla toponomastica Cristina Giachi, il figlio Ugo Barlozzetti e la nipote.
Una carriera durata sei decenni, la sua, più di un centinaio di ruoli affrontati, da Monteverdi a partiture nuove di Pizzetti e Luciano Chailly, diretta da musicisti del calibro di Furtwängler, de Sabata, Abbado. Con il Comunale di Firenze a segnare l’alfa e l’omega del suo destino: a partire dal debutto nel “Matrimonio segreto” di Cimarosa il 4 novembre 1940, fino all’addio alle scene, come Mamma Lucia della “Cavalleria rusticana”, il 3 novembre 2000, tre anni prima della morte.
“Una piazza intitolata ad una protagonista della lirica ad un passo dal Teatro comunale – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – Fedora Barbieri è stata una grandissima artista che ha calcato le scene di tutto il mondo. Sono queste le figure che vogliamo rappresentino l’identità culturale di Firenze e la rappresentino anche alle generazioni più giovani per ispirarle. Triestina di nascita e fiorentina di adozione, Fedora Barbieri ha saputo interpretare pienamente lo spirito della nostra città e portarlo in tutto il mondo”.
Nata a Trieste il 4 giugno 1920 fu allieva, dal punto di vista musicale, di Luigi Toffolo, triestino, musicologo,direttore d’orchestra e grande intellettuale e per la recitazione di Giulia Tess completando la complessa formazione di artista del melodramma o teatro lirico. Dal 1939, quando la barbieri vinse il concorso al Centro d’avviamento al teatro lirico (organizzato con i più importanti protagonisti del melodramma di allora come docenti) al 3 marzo 2003, giorno della morte, ha avuto la residenza a Firenze, avendo sposato nel 943 Luigi Barlozzetti direttore amministrativo del Teatro comunale. Era un mezzosoprano e la qualità della sua voce è stata considerata tra le più belle del XX secolo. La sua straordinaria carriera iniziò, appunto, con il debutto al Comunale nella parte di Fidalma nel “Matrimonio segreto” di Cimarosa il 4 novembre 1940 cui seguì, il giorno seguente, quella di Azucena nel Trovatore. Fu impegnata subito anche nelle tournée che il Comunale, dal 1941 al 1943, riuscì a organizzare in tutta l’Europa, nel primo anno come Fidalma ma già l’anno seguente fu protagonista, in una sorta di prima “Renaissance” rossiniana, nella Cenerentola. Alla Scala debuttò a 21 anni, cantando nella IX di Beethoven diretta da Victor De Sabata.
L’attività di Fedora Barbieri Barlozzetti è stata riconosciuta dalle istituzioni come con la nomina a Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica nel 1959 e quella di Cavaliere di gran croce nel 2000.
Al museo teatrale di Trieste, dove, tra l’altro si conserva l’archivio di Giorgio Streheler, vi è un fondo Barbieri insieme ai costumi e ai gioielli di scena
Poste italiane emetteranno un francobollo commemorativo nel novembre in coincidenza con l’ottantesimo del debutto a Firenze.